Maggioranza e minoranza

Nella crisi da Coronavirus tuttavia non tutti gli uomini si lasciano assalire dal controllo dei media e al posto di ciò cercano ciò che Snyder raccomanda nella sua 11. “lezione” : “ Fai domande e verifica. Indaga le cose stesse.”₂₀ Il “ricercare”, “indagare” e “verificare” si svolge essenzialmente in Internet, a cui tutti siamo condannati.  Qualora, dopo estenuanti, vaste e faticose ricerche uomini approdano a tutt’altri numeri rispetto a contagi, decessi e letalità, ad altri risultati e proposte riguardo a ciò che viene presentato dagli esperti ed espongono pubblicamente i loro punti di vista, si vedono esposti ad un’ondata massiccia di critica e diffamazione; vengono immediatamente cacciati nel lager dei “teorici del complotto”, che in tal modo è diventato il polo di raccolta di tutte le opinioni divergenti, un  preoccupante quartiere di massa posto idealmente sotto stretto controllo. Non pochi critici finiscono in miseria e disperazione. Chi desidererebbe venir messo a nudo come imprudente e “asociale” solo perché verosimilmente non è disposto a proteggere gli altri e per il proprio egoismo mette  a rischio la vita umana? Poiché quasi nessuno  conosce precisamente la realtà medica del Covid-19 nella sua totalità, effettivamente nessuno può essere del tutto sicuro della cosa.

₁₉Timothy Snyder: Űber Tyrannei: Zwanzig Lektionen für den Widerstand. München, 2017

₂₀Ibidem

I dubbi nei confronti dei procedimenti, dei retroscena e delle sue conseguenze però rimangono e rodono dentro; le gravi preoccupazioni riguardo ai danni sociali e umani crescono di giorno in giorno e si posano come un incubo plumbeo su coloro che non sono ammalati, né tantomeno sono colpiti personalmente e continuano a vivere privilegiatamente nel loro giardino o altrove. Nonostante il disagio renda pesantemente sopportabile l’esistenza personale, la maggioranza delle persone preferisce il silenzio e accetta la situazione politica, sociale, pedagogica e psicologica; tra questi anche eminenti pedagoghi e sociologi, importanti attivisti per i diritti civili e finora paladini della democrazia, della Costituzione tedesca e di una società libera. L’accettano perché, come detto, nei confronti delle argomentazioni della medicina, della politica sanitaria e “sociale” è difficile mantenere una posizione, anche nei confronti delle immagini mostrate dei reparti di terapia intensiva, anche perché gli uomini, con la protesta,  rischierebbero la rottura di strette amicizie e del loro prestigio personale e professionale. Forse anche perché essi stessi  sono insicuri, nonostante l’immagine ufficiale della “Swiss Propaganda Research”  e le posizioni critiche di Sucharit Bhakdi, Shiva Ayyadurai e altri scienziati e medici abbia ricevuto da molto tempo delle incrinature.

Indubbiamente si può dire che la miseria in futuro sarà estremamente grande, anche al di là del diretto sacrificio della pandemia:  una povertà psichica, economica, sociale e medica. Moltissimi uomini moriranno, e ciò già avviene, ma non solo “per” o “con “ Covid19, bensì per motivi che sono in relazione alle contromisure prese. Molti patiranno la fame nei Paesi poveri, poiché mancherà a loro il compenso giornaliero in una vita completamente “congelata” –  anche prima morivano di fame circa 30.000 persone al giorno, uomini che non hanno avuto una rappresentanza mediatica con statistiche, curve e bare, altrettanto dei morti per danni ambientali, dei migranti affogati nel Mediterraneo e  di molti, molti altri. Un milione e mezzo di uomini muoiono ogni anno nel mondo di tubercolosi, cosa che potrebbe venir impedita da un miglioramento delle loro condizioni di vita; circa 8 milioni  di uomini muoiono  per le conseguenze dirette dell’inquinamento dell’aria, quasi altrettanti per gli effetti collaterali da farmaci: tutto ciò  non trova alcun accesso ai massmedia. Ora viene improvvisamente affermato che nulla è più importante della vita umana e perciò tutte le misure adottate per il Coronavirus sono giustificate; come ci siamo comportati fino ad ora con la supervalutazione della vita umana? Si sentiva sempre dire che mancano i soldi per gli aiuti; ora, improvvisamente è incredibile quanto denaro sia presente. “Noi mettiamo tutte le armi sul tavolo”, ha detto il ministro delle finanze tedesco. Singolare. Ma la il consenso verso il governo cresce di settimana in settimana.

In Internet o talvolta persino alla radio uomini riflessivi e scettici notano che alcune delle loro posizioni e preoccupazioni nel frattempo sono rappresentate da forze politiche di destra o della destra radicale o vengono associati ad esse dai media (“ cittadini del Reich”), tra cui i loro dubbi sulla disinteressata onestà delle intenzioni di Bill Gates e dell’OMS da lui cofinanziata, le minacciose campagne vaccinali globali o il controllo intenzionale dei dati di spostamento, possibilmente anche di tutti gli altri dati personali o riguardanti la salute ( come rilevamento della seconda “corporeità digitale”₂₁ descritta da Lobo). In vista di questa realtà – l’occupazione di posizioni liberali da cerchie politicamente di destra₂₂ – sembra rimanere solamente il ritirarsi nella sfera privata, vivere preferibilmente in un nascondiglio privato che dimostrare assieme a queste persone o anche solo venir collegati ad esse, così afferma qualcuno. Ma è possibile rassegnare le proprie giustificate posizioni solo perché esse vengono politicamente occupate da forze sbagliate? Da forze totalitarie là dove proprio si tratta di impedire il totalitarismo?

₂₁Sascha Lobo: Realitätsschock: Zehn Lehren aus der Gegenwart.

₂₂cfr. Martina Renner e Sebastian Wehrhahn: “ Die neue Rechte: Corona als Tag X”. In: Blätter füer deutsche und internationale Politik, 5,2020

Timothy Snyder ci ricorda la comprensione del totalitarismo di Hannah Arendt –che necessariamente non sta a significare “lo stato superpotente”, bensì l’abolizione della differenza tra sfera privata e pubblica. Se il profilo elettronico di spostamento di un uomo viene considerato per motivazioni “mediche” o di “politica sanitaria”, si dissolve la differenza tra sfera privata e sfera pubblica: così era già stato visto da George Orwell. Ma già senza “app” è da tempo iniziata la cultura della sorveglianza e della diffidenza.; i vicini di casa si sorvegliano a vicenda, per controllare se i provvedimenti per il Coronavirus sono stati applicati in modo corretto e si denunciano reciprocamente. Anche al di là della propria strada l’atmosfera diventa più tesa. “ Si accumulano scene di sguardi insicuri, critica, diffidenza o rabbia contro la mancata osservanza della distanza di sicurezza oppure sdegno pubblico contro gruppi che favoriscono lo stare assieme.”₂₃ Con ciò si origina una dinamica che ha poco a che fare con il virus o la malattia, ma piuttosto con le forze distruttive del sistema sociale di cui parlava Gerhard Kienle.

Il futuro della società liberale

Come sottolineato all’inizio, io non appartengo a coloro che possono valutare in senso medico i gravi eventi della pandemia e le loro misure reattive, faccio parte pertanto degli uomini insicuri. Ma sono grato a critici specialisti come il Prof.Sucharit Bhakdi e altri che hanno preso la parola, dopo un superamento interiore e nonostante il rischio personale, così come sono sempre stato grato a Navid Kermani per le sue parole e i suoi libri. Kermani, 6 anni fa, nel Parlamento tedesco ha ricordato alla Germania spirituale-politica il suo passato cosmopolita e umanistico, che egli, eccellente studioso dell’Islam e germanista, cittadino tedesco d’origine iraniana, conosce sicuramente molto meglio della maggior parte dei parlamentari di Berlino. Egli ha riportato e valorizzato nel Parlamento qualcosa  di cui da tempo non s’era più parlato. Ha creato un coinvolgimento anche tra i deputati- ed io ho l’impressione che il momentaneo coraggio per il generoso accoglimento dei migranti in Germania sia stato anche una conseguenza della sua brillante esposizione.

Kermani sperava nella Germania; anche Sucharit Bhakdi evidentemente fa ciò; dove, se non qui,  alla luce del suo passato umanistico, ma anche delle provocazioni del 1933-1945 e del corso democratico nuovo iniziatosi dopo il 1949, dove se non qui si dovrebbe trovare una via antiautoritaria, libera, per uscire dalla crisi, una via nel senso della Costituzione e di un umanesimo che non coincide con la massima protezione dal virus. E’ verosimilmente più facile per Kermani e Bhakdi sperare nella Germania di taluni tedeschi, senza lo sfondo dei migranti, oppure diciamo: riconoscersi in questa speranza. Possono toccare qualcosa di prezioso o richiamarlo alla memoria, senza venir sospettati di nazionalismo. E’ il suo Paese adottivo, per lo meno lo è ancora. Alcuni anni fa, nei diverbi attorno all’accoglimento dei migranti, avrei molto desiderato che Angela Merkel non solo avesse detto “lo facciamo”, ma anche avesse motivato perché la Germania si trova in una singolare e particolare responsabilità. Una responsabilità storica, che giustifica e rende necessario un altro approccio agli uomini senza patria, minacciati esistenzialmente, anche qualora nessun altro Paese europeo volesse prendervi parte  in tali proporzioni. C’è qualcosa come una sorta di  “voce della coscienza storica” e molti uomini, sia dentro che fuori della Germania, avrebbero compreso meglio Angela Merkel con questa motivazione. Le chance per il partito AFD sarebbero scese e non risalite, di ciò sono sicuro.

Anche Sucharit Bhakdi, che per decenni ha insegnato nelle Università tedesche, durante la crisi del Coronavirus, riponeva speranze per un altro corso in Germania e questo non senza ragioni. I provvedimenti tedeschi contro la malattia non erano stati finora particolarmente originali, ma nemmeno così rigidi come la maggior parte dei Paesi vicini, ed era ed è ancora possibile in Germania, anche in questa situazione tesa, prendere la parola in modo riflessivo e critico, nonostante sia diventato più difficile.

₂₃Andreas Laudert: “Das Unsichtbare und das Undenkbare”. In: Das Goetheanum, Nr.14, 3.4.2020

Sarebbe però urgente, in Germania ed in Europa, in questa crisi fondamentale, trovare nuove finalità, nuove risposte adeguate per una società civile liberale. Al riguardo, a mio avviso, sono necessarie diverse conoscenze, tra cui le seguenti:

  • le zoonosi non provengono come aggressione dal nulla, ma hanno a che fare con i sistemi ecologici e la loro labilità e distruzione.₂₄ Ciò però significa: è di grande priorità elaborare concetti  da mettere in atto per porre termine allo sfruttamento capitalistico della Terra, dei suoi regni naturali e della vita sociale degli uomini e incamminarci verso un’economia ecologica, sostenibile, come pure socialmente giusta.  Di ciò fa parte una nuova comprensione del vivente, dei suoi presupposti e delle sue condizioni, una scienza che stia dalla parte della vita e non della morte.₂₅  Fa parte di ciò inoltre un’analisi critica del concetto di scienza, che, nel passaggio dal 16.al 17.secolo venne essenzialmente sviluppato da Francis Bacon (“Novum Organon”) e Renè Descartes (“Discours de la methode”), un concetto per cui l’uomo è “ signore e proprietario” della natura e a cui è permesso e desiderabile qualsivoglia intervento tecnologico.
  • Scopo di una società liberale e di una sua medicina umanistica è di rendere l’uomo capace di far fronte alla vita in modo autoresponsabile (Illich) e non di schermarlo dalla vita. Di straordinario significato per il futuro non è “ l’espropriazione della salute”, bensì la sua mirata promozione – con ciò anche il sostegno dell’uomo di potersi confrontare con successo con gli ostacoli, tra i quali i microbi, nel senso di una “immunizzazione attiva”. Questo richiede un’altra medicina, costruita in modo diverso, metodologicamente e contenutisticamente ampliata, con una impostazione non solo patogenetica (“come origina la malattia?”), ma anche salutogenetica  (“cosa rende possibile la salute?”), una medicina che rafforzi e non indebolisca gli uomini.₂₆
  • Richiede inoltre la liberazione del sistema sanitario dai diktat dell’economia. L’orientamento al profitto e l’industrializzazione effettiva del moderno funzionamento delle cliniche, che ha portato con sé il “ Processmanagement”, la modulizzazione e standardizzazione di tutti i processi, che ha razionalizzato il personale terapeutico in ampie parti con effetti distruttivi, devono tempestivamente venir fatti retrocedere.₂₇ In questo contesto anche gli interessi e gli influssi industriali esistenti, tra cui anche l’espansione dei produttori di vaccini, nella medicina ( come pure per le autorità statali e sovrastatali) devono venir resi pubblici senza pietà , analizzati e discussi nella società, ma non solo in canali periferici, bensì nei principali media.
  • Argomentazioni mediche e linee direttive per severi provvedimenti di politica sociale, tra cui limitazioni dei diritti fondamentali, sono da considerarsi in generale con la massima prudenza.

₂₄cfr. Georg Soldner: “Wie leben wir zusammen?” In: Das Goetheanum, Nr.14, 3.4.2020 https://goetheanum.co/de/nachrichten/wie-leben-wir-zusammen

₂₅il pediatra Georg Soldner nel suo importante articolo “Fragen in der SARS-Co-V2 Epidemie” ha tra l’altro scritto: “ poco prima dello scoppio della pandemia Claus Otto Scharmer nella sua Essentials der Theorie U ha pubblicato le seguenti frasi:< E’ necessario imparare dal passato, ma non è sufficiente. Tutte le sfide sconvolgenti richiedono che noi avviciniamo le cose con un nuovo modo di procedere. Esse richiedono di decelerare, di fermarsi, di percepire le forze motrici importanti,, di abbandonare il passato e lasciar giungere il futuro che vuole originarsi. > Cosa vuol giungere? Un’aria diversa a Milano, Wuhan e Stoccarda? Una consapevolezza che i nostri virus, come il nostro genoma sono in un continuo rapporto interscambievole con ciò che li impronta, cioè le attività e le relazioni degli organismi viventi? E quindi anche con noi stessi? Una consapevolezza che dobbiamo pensare, comprendere e configurare in modo nuovo il vivente? Il sentimento che la nostra Terra non consiste solo di atomi, bensì abbraccia esseri viventi, senzienti e pensanti, dal comportamento dei quali dipende tutta la vita? Può essere che la sofferenza che noi procuriamo agli animali – e la medicina è fortemente partecipe di questo – ha forse già oggi delle conseguenze per la nostra salute? Che il nostro agire sociale-morale possa avere degli effetti sul piano del microbioma, del viroma e del genoma? Che un’economia senza ecologia distrugge la casa, di cui cerca presuntuosamente di conoscerne le leggi? Quando se non ora è il momento di destarsi a ciò, riconoscendo di aver bisogno di un nuovo paradigma di ricerca nelle scienze della vita?” (https://www.gaed.de/frageindersars-cov-2-epidemie.html)

₂₆cfr. Harald Matthes: “Corona und Salutogenese. Welchen Beitrag kann die Anthroposophische Medizin in der Versorgung von Covid-19 leisten?” In: Die Drei, 5,2020. https://diedrei.org/ausgabe/heft-5-2020

₂₇cfr. Giovanni Maio: Geschäeftsmodell Gesundheit. Wie der Markt die Heilkunst abschafft.Berlin 2014

₂₉cfr. su questa problematica, tra l’altro, Richard Ramsbotham: “Coronavirus Parallels: An Easter Article”. In: New View, April-June 2020

  • Anche modificazioni legislative a tempo determinato per la “protezione” della popolazione tendono alla cronicizzazione, a cui Heribert Prantl s’è riferito con l’esempio delle leggi di sicurezza del periodo della RAF e delle “misure antiterrorismo”; esse vennero per lo più proseguite quali “misure di prevenzione”: “Quasi tutte le leggi sulla sicurezza non solo vennero tolte, esse vennero ancora più ampliate e inasprite (….) ciò che finora era stato il terrorismo per le leggi di sicurezza, è diventato il virus per le leggi di sicurezza sanitaria. Il virus è diventato legislatore.”₂₈
  • E’ necessaria una cultura scientifica pluralistica e non una dominanza di singoli eletti “esperti”, le cui prese di posizione debbano venir seguite fideisticamente.₂₉
  • Le risposte adeguate alla crisi del Coronavirus negli ambiti dello stato di diritto, dell’economia e della vita culturale-spirituale ( di cui fanno parte anche la medicina e la pedagogia)devono venir trovate dai rispettivi specialisti dei tre ambiti e poi venir discusse insieme, invece di venir imposte dall’alto dal tramandato “stato unitario”, dopo la consultazione di pochi consulenti.₃₀ Con tutta risolutezza sono da rifiutare decisioni “Top-down” dell’esecutivo, le cui conseguenze diventano attive in ambiti di cui né i funzionari politici né i loro consulenti microbiologi sono in grado di comprendere molto dal punto di vista dei contenuti e di cui non si assumono personalmente alcuna responsabilità ( tra cui lo sviluppo dei bambini e la pedagogia).
  • Non si possono assolutamente presentare pubblicamente fatti scientifici che quindi diventano d’orientamento operativo che effettivamente siano ancora allo stato di ipotesi, “della speculazione o di calcoli presunti”.₃₁
  • Opinioni divergenti, critiche, ma sostanziali ed in sé fondate, sono sempre di interesse e significato per la complessa conoscenza della verità, tanto più che gli attori che agiscono politicamente hanno un orizzonte limitato che devono necessariamente ampliare. L’applicazione del concetto “ teorici del complotto” per uomini che rappresentano tali posizioni, è del tutto inaccettabile. In cambio si tratta, in una società liberale, di chiarire come gruppi di interesse, con l’aiuto dei massmedia, spacciano i loro unilaterali punti di vista e le loro narrazioni in modo mirato per il dominio dell’intera popolazione (come ad esempio è riuscito per lungo tempo a coloro che hanno negato il cambiamento climatico).₃₂

₂₈Heribert Prantl: “ Verfallsdatum? Das Virus als Gesetzgeber: Viele Grundrechtseingriffe werden womoglich auf Dauer bleiben – zur Vorbeugung”. In: Süddeutsche Zeitung 25/26.4.2020. Il suo commento nel numero del 2/3.5.2020 incominciava così: “ ci saranno nuovi virus. Questi saranno pericolosi, forse ancor più del Coronavirus. Anche in futuro avremo delle pandemie. Come reagiranno allora gli stati? Come con il Corona? Vorrà dire energicamente: su la mascherina, alzare la guardia!  Nuovamente verrà limitata la libertà di movimento, sottratta la libertà di riunirsi? Non c’è mai stato sino ad ora un divieto basilare nella libertà di riunirsi, comprese le riunioni per la preghiera. Un tale divieto diverrà una consuetudine nel futuro? Dai diritti fondamentali  costituzionali  diverrebbero allora diritti fondamentali virtuali, starebbero tra le restrizioni per la pandemia.”

₂₉ cfr. per questa problematica, tra l’altro, Richard Ramsbotham: “Coronavirus Parallels: An Easter Article”. In: New View, April-June 2020

₃₀cfr. Rudolf Steiner: Die Kernpunkte der sozialen Frage. GA 23. Dornach 1976; Ausatze uber die Dreigliederung des sozialen Organismus und zur Zeitlage 1915-1921. GA 24. Dornach 1982

₃₁” La speculazione o la stima, l’argomentazione in una zona grigia (…) sono qui il metodo predominante. Viene sempre sottolineato che tutto questo è terra inesplorata per la scienza, l’economia e la politica, appunto per tutta la società. A partire da questi elementi sconosciuti e invisibili, cioè con questi, viene dato tuttavia fondamento a provvedimenti molto concreti e di ampia portata.” Andreas Laudert: “Das Unsichtbare und das Undenkbare”. In: Das Goetheanum, Nr.14, 3.4.2020

  • La Costituzione, anche in tempi d’emergenza, deve in Germania essere “inviolabile”, altrettanto della dignità dell’uomo, come è espresso dal suo primo paragrafo. Alla dignità dell’uomo protetta costituzionalmente appartiene pure la dignità dell’uomo malato, del “disabile” e dell’anziano, della cui “protezione” si discute molto oggi. Che ne è però di questa dignità quando persone anziane o altri uomini “a rischio”, tra cui persone con disabilità in case di riposo e istituzioni assistenziali non possono ricevere in nessun modo la visita dei loro cari e degli amici più stretti che, altrettanto degli interessati, non hanno alcun diritto di parola sulle corrispondenti normative dello stato e persiste di fatto questo “isolamento coatto” per tempi imprevedibili? ₃₃ La realtà che la situazione nelle case di riposo sia così difficile, non ha assolutamente a che fare solo con il virus, bensì anche con le strutture stesse, la loro angustia e riduzione di personale, le loro atmosfere spesso desolate, un cattivo scandaloso arredo delle strutture, la loro assoluta marginalizzazione all’interno della società consumistica e competitiva.
  • I bambini sperimentano la vita in uno spazio sociale concreto, imparano e maturano in esso, nell’incontro diretto e non davanti allo schermo con il suo mondo virtuale e igienicamente sterile. Mondi separano il processo formativo vivente nelle scuole reali dai programmi online della trasmissione del sapere.₃₄  La forzata “scolarizzazione digitale”, dal punto di vista pedagogico come pure della psicologia dell’infanzia, è un risultato tragico, ma assolutamente non sorprendente o casuale della crisi. L’industria della “Global Education” persegue da molto tempo, con tutta la sua potenza, le strategie per una commercializzazione dei suoi programmi d’apprendimento digitale, e la crisi del Coronavirus le apre un enorme porta d’accesso.

₃₂cfr. al riguardo Eduard S.Herman e Noam Chomsky: Manufacturing Consent. The Political Economy of the Mass Media. New York 2002; Naomi Oreskes e Erik M. Conway, Erik M: Die Machiavellis der Wissenschaft, Das Netzwerk des Leugnens. Weinheim 2014. Per la delega della PR-Agentur Scholz &  Friends Berlin GmbH attraverso il ministero tedesco della salute per una campagna nazionale di mobilizzazione e informazione riguardo alle misure di protezione e per “fare chiarezza” alla popolazione – con un volume di 22 milioni di Euro per quattro anni (!) – cfr. https://fragdenstaat.de/anfrage/bundesweite-kommunikation-bzgl-corona. “ Ai compiti (dell’agenzia) compete il monitoraggio permanente della comunicazione sui social-media, per poter velocemente reagire in tempo reale a falsi annunci e sviluppi attuali” (https://s-f.com/wirbleibenzuhause-scholz-friends-kommuniziert-in-der-corona-krise-fuer-das-bmg/). È stato reso noto anche un documento interno di 17 pagine del ministero degli Interni, della seconda metà di marzo, che discute non solamente diversi “scenari” e strategie di procedure ( sullo sfondo dei danni economici che ci si aspetta nel Paese), bensì anche le “campagne di mobilizzazione” della popolazione di volta in volta necessarie e la conseguente “narrazione comune” da produrre.  Tra l’altro nel documento si parla del fatto che  si debba avvicinare alla popolazione l’intera dimensione del pericolo attraverso un “ auspicabile effetto schock”, per raggiungere la loro accettazione – grazie all’idea che i pazienti non verranno accettati dagli ospedali e dovranno morire soffocati in casa (“ il morire soffocati o non avere aria a sufficienza è un’ansia primordiale per ogni uomo, altrettanto della situazione in cui non si può far nulla, per aiutare per essere d’aiuto ai famigliari in pericolo di vita. “) oppure di bambini contagiati che diventano una minaccia mortale per i loro genitori. ( “se allora infettano i loro genitori e uno di essi muore in casa tra i tormenti ed essi hanno il sentimento di esserne colpevoli, poiché magari si sono dimenticati di lavarsi le mani dopo il gioco, è la cosa più terribile che un bambino possa sperimentare.”) cfr. https://fragdens-taat.de/dokumente/4123-wie-wir-covid-19-unter-kontrolle-bekommen/

₃₃cfr. Silke van Dyk, Stefanie Graefe e Tina Hauber: “ das Űberleben der <Anderen> :Alter in der Pandemie”. In: Blätter für deutsche und internationale Politik, 5,2020. Tra l’altro gli Autori scrivono criticamente: “ Il (necessario) dibattito riguardo alla protezione di coloro che sono particolarmente a rischio, viene ampiamente condotto senza partecipazione dei più anziani. Perciò ha luogo una interdizione collettiva, nonostante in realtà solo una piccola parte di questo presunto omogeneo gruppo non sia più capace di decidere e di comunicare.” (Ibidem). Cfr. le riflessioni di Ulrike Baureithels concernenti il rapporto con “gruppi a rischio” definiti, tra cui disabili, ibidem. (“Triage; Leben oder sterben”).

₃₄ cfr. Paula Bleckmann, Ralf Lankau : Digitale Medien und Unterricht. Eine Kontroverse. Weinheim und Basel 2019; Ralf Lankau: Kein Mensch lernt digital.Űber den sinnvollen Einsatz neuer Medien im Unterricht. Weinheim und Basel 2017; Edwin Hubner, Leonhard Weiss: Personalitȧt in Schule und Lehrerbildung. Perspektiven in Zeiten der Ökonomisierung und Digitalisierung. Opladen und Berlin 2017

  • I bambini hanno un diritto assoluto per i loro compagni e di confrontarsi con un volto senza maschera e non finto, ad uno sviluppo in una sfera sociale di fiducia e di affidabilità. Un’epidemia di paura e panico sistematicamente diffusa dai media è quanto mai dannosa per lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi, del rapporto con se stessi e con il mondo e delle loro facoltà di relazionarsi. Lo stesso vale per la falsa rappresentazione del mondo virale quale minaccia primaria, senza evidenziare come i virus ed i batteri fanno parte dell’esistenza biologica dell’uomo e che il suo sistema immunitario si sviluppa proprio nel confrontarsi con i germi del mondo esterno.
  • [s1]  vita culturale , inclusa la religione, è un bene importante per la vita, che assolutamente deve venir favorita e anche nei periodi di crisi deve venir salvaguardata ”live” ( e non solo virtualmente) in vere riunioni e in vere recite con un pubblico vero. Questo stesso è significativo da un punto di vista medico (psiconeuroimmunologia). Sonja Zekri scrive a ragione₃₅ “ non si deve sottovalutare l’effetto antivirale delle”ambasciate  di comunità e umanità” artistiche e del loro effetto rafforzante il sistema immunitario. La capacità di difesa dell’uomo, e non solo dell’anziano, crolla quando viene derubato e isolato dai suoi riferimenti vitali sociali e culturali, e di cui esistono molti esempi. Come l’ambito culturale-spirituale possa portare avanti le sue attività, in tempi di aumentato bisogno igienico, deve venir elaborato in modo autonomo e creativo da coloro che sono responsabili di questo settore. Sono decisamente da respingere affermazioni che negano qualsiasi significato esistenziale alla vita culturale-spirituale.
  • Le risposte primarie e quasi riflesse nei confronti delle crisi prodotte dal sistema, tendono sempre a cadere nel senso del sistema. Esse hanno la tendenza a stabilizzare il sistema e le sue priorità, all’assegnazione di valori e di gerarchie, piuttosto che metterli in discussione. In tal modo tutte le crisi possono venir utilizzate nella direzione di quanto detto, proseguendo però in modo intensificato, con molti perdenti e alcuni evidenti vincitori. Questo lo si deve identificare tempestivamente e discuterne pubblicamente.
  • La società liberale non è in nessun caso minacciata solo da forze politicamente di destra radicale, bensì anche da palesi visioni “non politiche” di un completo controllo tecnico che in futuro si servirà di argomentazioni mediche. Poiché gli uomini nulla amano più della vita e per nient’altro sacrificano più velocemente la loro libertà e i loro diritti. La società digitalizzata quale sistema tecnico di comando, in cui lo spazio pubblico viene pure intensamente controllato anche da motivazioni “mediche”, grazie alla crisi del Coronavirus – quale occasione adatta – si sposta decisamente più vicino, dalla Cina in cui è molto avanzata, verso l’Europa. Al riguardo Sascha Lobo nel 2019, ancora prima del Covid 19 e delle misure di protezione, ci aveva reso attenti in modo dettagliato.₃₆ In tal senso s’è pure espressa anche la scrittrice indiana Arundhati Roy  in un’intervista recente: “ per me sento questa pandemia come un trapasso da un mondo ad un altro mondo.”₃₇  Il passo dalla “ricostruzione delle vie dell’infezione” alla ricostruzione di tutti i movimenti dei cittadini non è grande ed il richiamo di un “documento digitale”₃₈ (in Germania già deciso dalla Camera) , di una “Location Tracking” e “Big Data”, corredati di argomentazioni mediche, non è trascurabile. Hans Michael Heinig, esponente tedesco di diritto statale e diritto canonico, ha messo in guardia nei confronti di uno “stato igienico fascistoide-isterico”, in vista della nuova “legge per la protezione della popolazione in una situazione epidemica di portata nazionale” del 27.3.2020,₃₉ che pure è stata valutata come “giuridicamente-costituzionalmente problematica” dal servizio scientifico del Parlamento tedesco.₄₀

₃₅Sonia Zekri: “Kulturbruch”. In: Süddeutsche Zeitung, 18/19.4.2020

₃₆ Sascha Lobo: Realitätsschock. Zehn Lehren aus der Gegenwart (Kapiltel 5:China)

₃₇ “ Essi verranno trattati come acque di scarico”. In: Süddeutsche Zeitung, 14.4.2020

₃₈ cfr. la “Legge per la protezione-dati del paziente “(PDSG) emanate dal governo durante la crisi del Coronavirus. “ I documenti digitali devono già partire dal 2021 e obbligare medici e ospedali a compilarli. Nel 2022 devono venir conservati anche il libretto di maternità con le vaccinazioni e il Zahnbonusheft.” In: der Freitag, 9.4.2020

₃₉ https://verfassungsblog.de/gottesdienstverbot-auf-grundlage-des-infektionsschutzgesetzes/ Riguardo all’affrettata riforma della legge per la protezione dall’infezione (IfSG), del pieno “mandato in bianco” concesso al Ministero della salute, che in caso di crisi può abolire delle leggi  e rilasciare ordinanze giuridiche  senza l’approvazione del Parlamento, una legge (IfSG) che abolisce il vincolo del governo alle leggi parlamentari ( e con ciò aggira i principi elementari della Costituzione) e rende possibile estesamente un intervento nei diritti fondamentali elementari ( tra cui la libertà della persona, la libertà di riunione e la libertà di circolazione) e si appoggia  su una “clausola generale nebulosa”, cfr. Daniel Leisegang: “Corona und die Grundrechte: Einsicht in die Notwendigkeit”. In: Blatter fur deutsche und internationale Politik, 5, 2020. Cfr.anche Matthes, Anm, 26. Nel frattempo la governo il 29.4.2020 ha emanato un progetto di una “seconda legge per la protezione della popolazione in caso di una epidemia di portata nazionale”. V. https://www.bundesgesundheitsministerium.de/fileadmin/Dateien”3_Downloads/Gesetze_und_Verordnungen/GuV/S/Entwurf_Zweites_Gesetz_zum_Schutz-der-Bevolkerung_bei_einer_epidemischen_Lage-von-nationaler_Tragweite.pdf. In questo progetto nel § 28  si trova un importante inserimento (paragrafo 1, frase 3):” nelle disposizioni ed esecuzione delle misure di protezione secondo le frasi 1 e 2, si deve considerare in modo appropriato se  e fino a che punto una persona, che viene colpita da una determinata malattia trasmissibile, in cui vengono interessate le misure di protezione, secondo lo stato della scienza medica non può o non può più contagiare a motivo di una protezione vaccinale o di una sussistente immunità, possa venir esonerata totalmente o in parte da queste misure, senza che lo scopo delle misure venga messo in pericolo. Affinchè si possa prescindere dalle misure individualmente riferite o siano previste eccezioni generali, la persona in questione deve presentare una documentazione di vaccinazione o di immunità, secondo il §22 oppure un certificato medico che attestino che essa non può o non può più trasmettere determinate malattie trasmissibili.”

₄₀ Servizio scientifico del Parlamento tedesco: Staatsorganisation und §5 Infektionsschutzgesetz. (PDF) Deutscher Bundestag, 2 aprile 2020, §9, richiamato l’ 11 aprile 2020.

Epilogo

“Credi alla verità”, così intesta Timothy Snyder la sua decima “lezione”. “Impegnati per un buon scopo”,la quindicesima. “ Impara dai consenzienti di altri Paesi” la sedicesima. Nel motto della nona “lezione” si trova:

Evita le frasi e gli slogan che ogni altro usa. Scopri il tuo proprio modo di parlare, anche se tu vuoi solo comunicare ciò che ognuno dice.₄₁

In questo senso sono pure intese le mie esposizioni. “Parla anche tu”, si trova in Paul Celan, collegato tuttavia con l’avvertimento: “In ogni caso non separare il no dal sì.”₄₂ E’ di poco aiuto e persino molto pericoloso semplificare situazioni storiche complesse- e ad esempio negare che il Covid 19 sia una grave malattia con molti decessi, anche se la sua letalità viene giudicata in modo diverso. E’ pure problematico supporre delle intenzioni totalitarie nell’agire dei politici e di altri protagonisti degli eventi pubblici, per quanto è indubitabile di come in molti Paesi la situazione venga sfruttata da guide autoritarie.₄₃  Sucharit Bhakdi ha protestato contro tali insinuazioni globali. Tuttavia anche nel 1914 nessuna guida politica voleva lo scoppio della Prima guerra mondiale eppure tutti quanti la resero possibile e si impigliarono in essa con le sue catastrofiche dinamiche.₄₄ Le forze “medicocratiche”, tecnocratiche e totalitario-distruttive che si servono della situazione, come pure della scienza, esistono; negare ciò o non riflettere su questo, in qualità di politici attivi o di cittadini coinvolti, non è solo ingenuo, bensì grossolanamente colposo e conduce alla catastrofe. Lo stato di controllo autoritario, organizzato digitalmente è compatibile con una società del benessere e competitiva, ove la libertà individuale viene revocata o rigirata; è chiaro da tempo, ed è stato già descritto da decenni da uomini d’ampie vedute come Aldous Huxley (“Brave New World”) che il totalitarismo del futuro ha un altro volto rispetto al fascismo del 20.secolo. Noi dovremmo pertanto, nel senso di Timothy Snyder, non lasciare nulla di intentato, “riflettere sul presente, ricordarsi del passato e accendere riflessioni verso il futuro”.

₄₁ Timothy Snyder: Űber Tyrannei. Zwanzig Lektionen für den Widerstand.

₄₂ Ibidem

₄₃ cfr. gli studi esemplari di Helmut Fehr sulla situazione in Ungheria e Polonia ( la problematica non è assolutamente limitata a questi due Paesi). “Der Putsch gegen die Demokratie. Wie sich die Autokraten in Polen und Ungarn der Corona_Angst bedienen”. In: Blätter für deutsche und international Politik, 5.2020

₄₄ cfr. Christopher Clarke; How Europe Went to War in 1914. London 2012.

Traduzione a cura di Stefano Gasperi dall’originale tedesco:

 Eine medikalisierte Gesellschaft, pubblicato nella rivista “Kernpunkte” Nr.6- Jahrgang 3 – 7 maggio 2020


Sull’Autore:

Peter Selg, nato nel 1963, professore e e specialista in neuropsichiatria infantile e psicoterapia, docente di antropologia medica ed etica medica all’Università di Witten-Hannen e alla Alanus Hochschule für Kunst und Gesellschaft in Alfter. Dirige l’Ita Wegman Institut per una ricerca antroposofica di base ad Arlesheim (CH) ed è membro della Goetheanum Leitung (sezione di Antroposofia generale) a Dornach (CH). Autore di oltre 120 testi e pubblicazioni  su temi di medicina, pedagogia, biografie, antroposofia generale, sociologia e intensa attività di conferenziere in tutto il mondo.